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02 SETTEMBRE 2011 - LINEE GUIDA GENERALI - INFORMAZIONE SUI PRODOTTI - INCENDIO, ESPLOSIONE

Pensando di fare cosa gradita forniamo di seguito una rassegna ISPESL sui vari rischi. Comuni in ambienti di lavoro ma anche in quelli abitativi.

INTRODUZIONE

L’incendio è una combustione che si sviluppa in modo incontrollato nel tempo e nello spazio. La combustione è una reazione chimica tra un corpo combustibile e un corpo comburente. I combustibili sono numerosi: legno, carbone, carta, petrolio, gas combustibile, ecc. Il comburente che interviene in un incendio è l’aria o, più precisamente, l’ossigeno presente nell’aria (21% in volume). Il rischio di incendio, quindi, esiste in tutti i locali.

L’esplosione è una combustione a propagazione molto rapida con violenta liberazione di energia. Può avvenire solo in presenza di gas, vapori o polveri combustibili di alcune sostanze instabili e fortemente reattive o di materie esplosive.

Per prevenire il rischio di incendio o di esplosione è necessario conoscere i rischi propri dell’impresa.

Le cause, che possono provocare un incendio, sono:

  • fiamme libere (p.es. operazioni di saldatura)
  • particelle incandescenti (brace) provenienti da un focolaio preesistente (p.es: braciere)
  • scintille di origine elettrica
  • scintille di origine elettrostatica
  • scintille provocate da un urto o sfregamento
  • superfici e punti caldi
  • innalzamento della temperatura dovuto alla compressione dei gas
  • reazioni chimiche

I diversi aspetti della combustione sono:

  • la combustione lenta: sprigiona un debolissimo calore e si produce senza emissione di luce (caso della ruggine di ferro, p.es.)
  • la combustione viva: sprigiona calore e luce; il fuoco può trasformarsi in fiamme, in incandescenza o, più frequentemente, in entrambe.

Nel caso della esplosione, la propagazione può essere velocissima. La liberazione violenta di energia (in un tempo dell’ordine del millesimo di secondo) provoca delle pressioni molto forti che hanno degli effetti distruttivi enormi: deflagrazione con una velocità inferiore a quella del suono, detonazione con una velocità superiore a quella del suono. Le esplosioni si producono in alcune miscele aria-gas infiammabili o aria-materia polverulente (polvere di mina o grani, p.es.).

Classi di fuoco:

Classe A: fuochi di solidi, detti fuochi secchi.

La combustione può presentarsi in due forme:

  • combustione viva con fiamme
  • combustione lenta senza fiamme, ma con formazione di brace incandescente

L’agente di estinzione raccomandato è l’acqua.

Classe B: fuochi di idrocarburi solidificati o di liquidi infiammabili, detti fuochi grassi.

E’ controindicato l’uso di acqua a getto pieno.

Classe C: fuochi di combustibili gassosi.

Classe D: fuochi di metalli.

EFFETTI SULLA SALUTE

- dovuti alla fiamma

Il contatto diretto con la fiamma ed il calore da essa irradiato provocano ustioni.

- dovuti al calore

I gas caldi, di combustione e non, da soli possono provocare stress da calore, disitratazione ed edemi.

- conseguenti alla carenza di ossigeno

La concentrazione dell’ossigeno nell’aria, per effetto della combustione, può scendere sotto il 21% della normalità. Alla diminuzione si associano via via, difficoltà di movimento, abbassamento capacità valutativa, collasso ed asfissia.

- tossicità

I gas prodotti in una combustione possono essere tossici sia in relazione ai materiali coinvolti sia in relazione alla quantità di ossigeno presente nel luogo dell’incendio. Al primo posto per numero di vittime è il "famigerato" ossido di carbonio (CO). L’anidride carbonica (CO2) è un gas asfissiante ad elevate concentrazioni. Tra gli altri gas più noti per la tossicità si rammentano l’idrogeno solforato, l’acido cianidrico, l’ossido di azoto, l’ammoniaca, l’anidride solforosa, ecc.

- dei fumi

Il termine fumo indica la fase nella quale i gas della combustione "trascinano" particelle solide o liquide che lo rendono opaco. Il fumo produce un effetto irritante degli occhi e delle vie respiratorie, riduce la visibilità con ostacolo per la evacuazione e per l’intervento dei soccorsi.

- traumatici

Quando all’incendio è associata una esplosione, le conseguenti onde di pressione possono provocare eventi traumatici nei soggetti esposti.

I PRINCIPI DELLA PREVENZIONE

RIDURRE I RISCHI

Assicurare la salvaguardia delle persone:

  • rispettando il numero e la dimensione delle uscite di sicurezza regolamentari e controllando che le uscite siano sempre completamente libere;
  • installando un sistema di allarme sonoro;
  • assicurandosi che la resistenza delle strutture al fuoco sia adeguata, permettendo l’evacuazione;
  • scegliere attrezzature che non possono provocare incendi;
  • limitare, per quanto possibile, la quantità di materiali e di prodotti infiammabili.

Inoltre, nel caso di rischio di esplosione:

  • isolare i locali a rischio dagli altri locali;
  • controllare l’atmosfera per restare sempre al di sotto del 25% dei limiti più bassi di esplosione (LIE);
  • evitare ogni fonte di ignizione (scelta di materiale adatto, misure contro la formazione di elettricità statica, ...).

Limitare i danni:

  • facilitare l’intervento dei vigili del fuoco (accessi, prese d’acqua, ...);
  • fornire i mezzi di prevenzione e antincendio (dispositivi di rilevamento, mezzi di estinzione, ...);
  • organizzare la prevenzione incendio sul posto;
  • informare sistematicamente i lavoratori e i nuovi assunti sui dispositivi di estinzione e di primo soccorso (localizzazione, condizioni d’uso) e svolgere delle esercitazioni periodiche;
  • in caso di rischio di esplosione, inoltre, prevedere mezzi per scaricare la pressione provocata dall’esplosione.

Primi interventi:

E’ necessario prevedere degli estintori in numero sufficiente, di facile accesso e manovrabilità. Ad esempio per 200 m2 di superficie, sono necessari almeno:

  • un estintore portatile ad acqua polverizzata da 6 litri come minimo;
  • in caso di rischi particolari, un numero di estintori di tipo appropriato ai rischi (p.es.: estintore a polvere in caso di rischi elettrici).

Se necessario, si potrà prevedere, dietro consiglio dei servizi competenti:

  • l’installazione di RIA (rubinetti di incendio armati); colonne secche o colonne umide;
  • impianti fissi di estinzione automatica;
  • impianti di rilevamento automatico di incendio;
  • sabbia o terra mobile con mezzi di protezione.

Segnalazione per la prevenzione dei rischi legati all’incendio:

Deve durare nel tempo, collocata in punti appropriati e conforme alle norme e ai regolamenti in vigore (segnali di direzione delle uscite, segnalazione delle attrezzature di primo soccorso e di lotta antincendio).

Allarme sonoro:

  • è installato in tutti gli stabilimenti dove sono riunite o occupate più di 50 persone, come pure in quelli dove sono manipolate e lavorate delle materie infiammabili (esplosivi, comburenti, materie estremamente infiammabili, materie il cui stato fisico può generare un’esplosione o una fiamma improvvisa) quale che sia la grandezza dello stabilimento;
  • deve essere udibile:
  • in qualsiasi punto dello stabilimento
  • con un’autonomia minima di 5 minuti
  • non possa essere confuso con un altro segnale

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